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 il motociclista da giornaletto

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h.orange
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MessaggioOggetto: il motociclista da giornaletto   Sab Nov 08, 2008 2:10 pm

e dopo il motociclista da bar non poteva mancare il motociclista da giornaletto yt

Il motociclista da giornaletto

Questo individuo, non appena passata la sbronza di Capodanno, corre in
edicola ad acquistare i vari giornali di moto per vedere come saranno le
nuove moto, ed incomincia a costruire castelli in aria e sognare di vincere
il Gran Premio della Flaminia che si correrà la prima domenica di maggio.
Attende con ansia il numero di Motociclismo dove viene fatta la prova
comparativa delle 600 sportive, lo legge avidamente, e scarta in
successione:
la Ducati 749, perchè è bicilindrica e poi le moto italiane gli stanno antipatiche;
la Kawasaki 600 perchè, oltre ad essere orribilmente verde, sulla
pista di Calafat (che lui non sa neanche dove sia), è più lenta sul giro di
ben 2 decimi di secondo rispetto la Honda; la Yamaha 600, perchè i freni
nell'uso gravoso in pista allungano di 40 cm lo spazio di frenata rispetto
la Honda; la Suzuki 600, perchè a causa del peso superiore di ben 700
grammi, è più lenta di 15 millisecondi in accelerazione sui 400 metri
rispetto la Honda.

Dopo questa approfondita analisi, corre dal concessionario per permutare la
sua Suzuki GSXR 600 vecchia di 7 mesi, ormai sorpassata dalle nuove
tecnologie Honda, con la nuova CBR 600R; il concessionario gli mostra una
lista d'attesa lunga come la via Appia, ma lui lo corrompe offrendogli la
Suzuki in permuta 3000 euro, un prezzo pari alla metà del valore di mercato,
purchè sia il primo ad avere il nuovo gioiello di Hamamatsu. Il
concessionario ci sta, però vuole la Suzuki subito come pegno in conto
vendita, il motociclista da giornaletto accetta, 2 ore dopo il
concessionario ha rivenduto la Suzuki a 6000 euro, dopo 2 mesi telefona al
motociclista dicendo: le moto stanno arrivando, a proposito ho un cliente
interessato per il tuo Suzuki ma mi offre 2800 euro, che faccio, gliela do?
Il motociclista da giornaletto, strappando la promessa che gli immatricolino
la moto entro il prossimo fine settimana, accetta. Il giorno fatidico si
reca dal concessionario, firma cambiali per 10000 euro, incassa i 2800 euro
della vendita della Suzuki, e sale in sella del nuovo gioiello di Hamamatsu
tra gli sguardi perplessi dei meccanici e del concessionario e,
specchiandosi nella vetrina, si accorge con orrore di avere indosso una tuta
bianco-azzurra ed un casco Fujiwara che non sono pandant con la scritta che
porta sul serbatoio. Torna a casa, e dopo una notte insonne passata a
sfogliare Motosprint, compila una lista della spesa così fatta: tuta
Dainese; casco Shoei; guanti Spidi; stivali Alpinestars. Torna dal
concessionario, che dopo una rapida trattativa gli procura la mercanzia
richiesta in cambio del vecchio abbigliamento (vecchio per modo di dire,
l'aveva comprato 7 mesi prima) e dei 2800 euro ottenuti dalla vendita della
Suzuki; dopo pochi minuti che lui se n'è andato, l'acquirente del Suzuki,
appostato come un falco all'angolo della strada, entra ed acquista tutta
l'attrezzatura usata al prezzo di 400 euro. Felice per essere vestito come i
piloti che tutte le domeniche fanno palpitare i cuori degli appassionati,
inizia la delicatissima fase del rodaggio secondo quanto letto nei manuali
di tecnica motociclistica di Massimo Clarke: si mette sul raccordo anulare,
e ne esegue 16 volte il giro (totale 990 km) ad una velocità compresa tra i
100 ed i 120 km/h. Dopo 10 ore torna a casa distrutto, e dopo aver letto su
Mototecnica i valori di serraggio delle testate del suo CBR, si addormenta
sognando Erv Kanemoto che gli fa il primo tagliando. In realtà il meccanico
del concessionario si chiama Righetto, e quando lo vede entrare in officina
per il tagliando dei 1000 km dopo solo 2 giorni dall'acquisto della moto si
frega le mani: dopo che il motociclista si è raccomandato tanto sulle coppie
di serraggio della testata, gli cambia l'olio e il filtro, e gli presenta il
conto facendogli credere che gli ha smontato le testate per lucidargli i
condotti; il motociclista da giornaletto è costretto a vendersi il cellulare
per pagare i 500 euro del primo tagliando; nel frattempo la moto è stata
usata per tutta una settimana da Righetto ed i suoi amici, con impennate,
sfrizionate e fuorigiri a più non posso. E' arrivato il giorno della prima
uscita ufficiale: il motociclista da giornaletto ha tenuto nascosto a tutti
l'acquisto del nuovo bolide di Hamamatsu, e si reca al punto di ritrovo
(benzinaio Esso della Flaminia) per sbalordire gli amici del gruppo con la
sua nuova cavalcatura; arrivato lì, lo sbalodirmento viene a lui, perchè ben
14 dei 18 componenti del gruppo sono in sella alla nuova, fiammante,
introvabile CBR 600R, ed essendo tutte le moto uguali, ed anche vestiti
praticamente uguali, nessuno riesce a distinguersi.

Dopo aver fatto benzina, preso il caffè, e regolato le sospensioni secondo
quanto suggerito nell'articolo di In Moto, il gruppo selvaggio parte con
destinazione Narni, sgasando come e più che nei box della MotoGP, e
zigzagando fino al secondo ingresso del cimitero di Prima Porta per scaldare
le gomme sui fianchi, dove un vigile li ferma per permettere alle auto di
uscire dal cimitero; mentre aspetta il via libera, il motociclista guarda i
cipressi, si alza sulle punte dei piedi e si tocca i maroni, subito
imitato dagli altri amici perchè questo gesto fa tanto Valentino Rossi, si
da una grattatina al kulo, controlla per l'ultima volta con la coda
dell'occhio lo stato della spalla del pneumatico posteriore, ingrana la
prima e parte.

Come potete ben capire, sono appena iniziate le prove libere del Gran Premio
della Flaminia che si correrà la prima domenica di maggio. Le prove vengono
usate per testare le moto da poco arrivate dalla factory di Hamamatsu,
metterle a punto, controllare se l'asfalto della Flaminia sia stato rifatto
in qualche curva e verificare le velocità massime con i rapporti di serie,
cosa cui provvedono con l'autovelox alcuni poliziotti travestiti da
commissari di corsa. Non trattandosi di una corsa vera e propria, arrivare
primi non porta alla gloria ma solo ad una grande soddisfazione morale, e
qui tra tutte le CBR600 R 2003 svetta un tipo con la CBR600 del 1987, tuta
gialla con scritta blu, che sta un pò sul culo agli altri del gruppo perchè
si lamenta di essere l'unico con la moto vecchia, e suo padre non gli vuole
comprare almeno la carenatura come quella nuova. Ma torniamo al protagonista
della storia: partito come un razzo, con tanto di impennata e saluto con la
mano al pubblico che assiste lo show (ovvero contadine che ai bordi della
strada raccolgono cicoria e lumache), stira le marce fino alla sesta fino
all'entrata del limitatore di giri, viene flashato dalla polizia a 230 km/h
alla fine del primo rettilineo, e viene sorpassato da tutto il gruppo alla
prima staccata, che anticipa clamorosamente di 100 metri perchè spaventato
dalla troppa velocità; arriva in curva a 40 km/h con la sesta ancora
inserita, apre il gas e scopre quanto avesse ragione il test di Motorcycle
News, secondo il quale la CBR600 R è un pò vuota in basso; scala di getto 5
marce, riapre il gas e la moto gli si impenna a 90 gradi, chiude il gas e
pinza il freno davanti invece che quello dietro, la ruota davanti tocca
terra bloccata e scarta, lui lascia il freno e il manubrio inizia ad
oscillare impazzito, anche la ruota posteriore inizia a saltare, si fa 100
metri in preda alle convulsioni della moto, infine lo sbacchettamento
termina e la moto si ferma a 10 cm dal fosso che costeggia la strada. Il
nostro eroe scende, guarda con terrore se c'è qualcuno che ha assistito alla
scena, fa pipì nel fosso (non senza difficoltà, vista la tuta intera), da
un'occhiata sprezzante all'avantreno della moto, si dice che un'ammortizzare
di sterzo migliore potevano pure montarcelo, regola le sospensioni
indurendole al massimo (così la moto oscillerà di meno), e riparte
all'inseguimento del gruppo, ormai scomparso all'orizzonte. Mentre si
produce nel suo massimo sforzo per recuperare il distacco, durante una piega
inaudita alla esse di Morlupo, viene superato all'esterno da una Suzuki
GSXR600 guidata da uno vestito in maniera familiare... Arrivato ai tornanti
che precedono Civita Castellana, viene passato sul primo tornante da un
monocilindrico Gilera Saturno 600 (quello però col motore 4 valvole ad
acqua, che vi credevate!), e nel secondo tornante da UDITE! UDITE! un
bicilindrico Monster 600 col bauletto; punto nell'orgoglio, tenta una
reazione al terzo tornante, ma dopo aver piegato leggermente più del solito
ed aver aperto il gas un attimo prima, la ruota posteriore perde leggermente
aderenza, la moto scoda dietro di 10 cm, ed invece di mantenere il gas semi
aperto e chiudere la curva in leggera derapata, il cretino chiude tutto
facendo riprendere bruscamente aderenza alla gomma posteriore, che inizia a
scodinzolare (avendo indurito al massimo le
sospensioni) leggermente a destra e sinistra. Stringendo forte le mani sul
manubrio, raddrizza la moto e attraversa frenando tutta la carreggiata
stradale, fermandosi contromano sull'orlo del fosso che costeggia la
Flaminia, mentre i Carabinieri che sono sempre appostati all'uscita di quel
tornante per fare le multe anche se non hai fatto niente, si fregano le
mani. Dopo esser stato multato per guida pericolosa, non senza aver tentato
di spiegare ai Carabinieri che la colpa non era sua, ma delle gomme già
finite, si rimette in sella e si avvia lentamente ai box di Sassacci; lì
trova gli amici del gruppo, riuniti a controllare le gomme, regolare le
sospensioni, e domandarsi chi fossero quel Saturno e quel Monster che li
avevano passati; dopo essersi scambiati le impressioni di guida, aver
sentito il tipo con la tuta gialla lamentarsi perchè la sua moto non ha la
marmitta sotto il codone come quelle nuove, aver concordato che la CBR600 ha
bisogno di un ammortizzatore di sterzo migliore, visto che il tempo si sta
annuvolando le prove libere vengono chiuse lì ed il gruppo decide di tornare
a casa. Sulla via del ritorno, il nostro intravede a metà di un rettilineo
un casco Fujiwara che guida lentamente un Suzuki GSXR600, scala due marce,
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MessaggioOggetto: Re: il motociclista da giornaletto   Sab Nov 08, 2008 2:10 pm

apre il gas, si mette in carena, lo passa sverniciandolo, e viene nuovamente
flashato dalla polizia a 230 km/h. Il lunedi, incurante di quanto gli
costerà l'uscita del giorno prima (2 autovelox da 250 euro ciascuno + 100
euro per la guida pericolosa), vende l'enciclopedia Treccani rilegata in
pelle e oro e scende nuovamente nell'antro di Righetto. Dopo aver letto
nella notte le prove comparative di Tuttomoto, decide di montare le Pirelli
Diablo SuperCorsa ed un ammortizzatore di sterzo WP. Quando ritira la moto,
lascia al meccanico 1200 euro più le vecchie gomme, e 10 minuti dopo una
suzuki GSXR 600 entra per cambiare le gomme... Mentre percorre i 5 km per
tornare a casa, il suo istinto fine di colladuatore gli fa apprezzare la
progressività della discesa in piega dei nuovi pneumatici, la tenuta in
accelerazione e la tenacia in frenata; prova a girare qualche pomello
dell'ammortizzatore di sterzo, anche se non sa bene a cosa serva; è contento
perchè ha capito che con questi piccoli particolari la moto sarà molto più
prestazionale. La domenica si presenta sulla pista di Vallelunga dove "si
gira", con tutti i pelucchi di gomma sulla spalla delle gomme nuove,
convinto che a fine giornata non ce ne sarà più traccia causa le grandi
pieghe: tra l'altro dalla lettura del numero di Motociclismo dove viene
fatta la prova comparativa delle 600 sportive sul circuito di Calafat
(chissà dove sarà 'sto posto) capisce che Vallelunga è una pista molto
simile perchè corta e contorta, e quindi potrà stare davanti agli altri 600.
Arriva alle nove di mattina, si prenota per il turno delle 17 perchè gli
altri sono tutti pieni, nell'attesa si mette sul muretto dei box a prendere
il tempo di quelli che girano, poi gira per i box e cerca di attaccare
bottone facendo sfoggio di grande cultura motociclistica, sbircia sulle
forcelle altrui i clic di regolazione del freno idraulico, si nutre solo di
gatorade per reintegrare i sali minerali ed evitare di appesantirsi troppo,
ricontrolla 100 volte la taratura delle proprie sospensioni afferrando il
manubrio di lato e spingendo la forcella, alla 101 volta si accorge che la
forcella si impuntava a metà perchè non aveva tolto il cavalletto laterale,
allora toglie il cavalletto, da un'affondata bestiale, la moto rimbalza come
una palla di gomma e gli scappa di mano, si inclina dalla parte opposta in
cui lui si trova e si adagia per terra. Terrorizzato passa dall'altro lato,
tira su la moto, fa il check-in dei danni e scopre UN graffio sulla
carenatura, ma non c'è tempo per piangere, stanno chiamando il suo turno. Si
avvicina al cancello pista insieme ad altri 30 esaltati, stanno lì fermi 5
minuti e più stanno fermi e più sgasano, e quando il biossido di carbonio ha
ormai sostituito l'ossigeno il cancello si apre ed entrano in pista! Prima
regola, quando si gira in pista, scaldare bene le gomme, e così si fa 2 giri
zigzagando mentre gli altri bestemmiano mentre lo schivano, poi altri 2 giri
ad andatura ridotta per prendere i riferimenti delle staccate, poi decide di
lanciarsi. Esce dalla Roma a 50 km/h, spalanca il gas, mette 4 marce sul
rettilineo e frena per il Curvone, almeno 100 metri prima del Cagiva 125
Mito che lo passa interno a tutta manetta; piega la moto, la mette in
appoggio, da il gas progressivamente in uscita, le gomme tengono
meravigliosamente, inizia a raddrizzare la moto e spalanca il gas, il motore
sale di giri e ................... Porca donna di mali costumi, c'è la curva del semaforo,
sono veloce e sono ancora piegato, se freno adesso mi sdraio, che faccio?
Raddrizza la moto, poi frena, arriva lunghissimo alla curva del semaforo ma
riesce a tenere la moto in pista e mentre la gira a 40 km/h gli scooter
modificati lo sverniciano all'interno. Arriva al tornantino senza infamia e
senza lode, lo gira fiero di perdere solo 2 o 3 metri dagli altri (che alla
velocità del tornantino significa 3 decimi di secondo) apre il gas per la
esse, e nonostante i consigli di Guido Meda e Loris Reggiani va subito a
prendere la corda; ora, prendere la corda nella prima curva di una esse
significa che o devi chiudere il gas per fare bene la seconda oppure che
uscirai larghissimo dalla seconda, pur di non farsi passare dal Garelli VIP
che lo tallona tiene aperto, in uscita vede avvicinarsi il cordolo, chiude
il gas, ma ormai è salito sul cordolo, poi sul prato, 20 metri di prato, poi
riesce a rientrare in pista, gira la Roma larghissimo, si prende altri 2
giri a ridotta andatura per pulire le gomme, ricomincia a tirare, riesce
fare il semaforo tenendo la corda (mentre un aprilia 125 RS sdraiato a
sogliola lo sorpassa all'esterno), si fa un paio di giri ingarellandosi con
un UDITE! UDITE! Monster 600 con bauletto e valigie laterali, quindi il
turno finisce, ed il guerriero torna a casa, non senza beccarsi un autovelox
sulla Cassia bis.

Passa la sera della domenica vedendosi la videocassetta registrata del gran
premio del Mugello, ascoltando le dotte dissertazioni di Guido Meda e Loris
Reggiani sul telaio a traliccio, studia le traiettorie di Valentino Rossi
per poterle replicare su strada, invidia il motore di Capirossi, dà ragione
a Biaggi che si lamenta perchè la sua moto è inferiore alle altre,
compatisce Yamaha, Suzuki e Kawasaki che non vincono un gran premio ed
inoltre (come confermato dalla comparativa di Motociclismo sul circuito di
Calafat) costruiscono delle 600 sportive che fanno cacare. Lunedì mattina è
già dal carrozziere per far sistemare il graffio sulla carenatura, ma visto
che c'è per essere originale si fa anche riverniciare tutta la moto coi
colori ufficiali di Rossi, ed un bel numero 46 sul cupolino; quando la
ritira, visto che il conto sono 400 euro di verniciatura + 400 euro di
adesivi, deve lasciare in pegno al carrozziere l'orologio d'oro che gli
avevano regalato per la prima comunione. Decide di uscire il sabato, perchè
c'è meno traffico, e di fare la Tiburtina perchè "più tecnica"; dopo aver
passato all'esterno un ciclista poco dopo Tivoli, sverniciato alcuni
motocarro Ape 125 nei pressi di Vicovaro, esser rimasto in scia ad un UDITE!
UDITE! Monster 600 con bauletto, valigie laterali, passeggero e borsa sul
serbatoio nella salita dopo il bivio per Subiaco, arriva al curvone di
Arsoli dove sono soliti radunarsi gli smanettoni per controllare la
temperatura delle gomme; scende dalla moto, la parcheggia, entra nel bar per
fare rifornimento di gatorade e con la coda dell'occhio vede con fierezza 2
bambini che guardano estasiati la sua moto come quella di Valentino. Beve il
gatorade, con la cannuccia perchè fa tanto pilota ai box, entra nel bagno
per fare pipì, cosa sempre scomoda causa la tuta intera, poi lava la visiera
e quando esce trova parcheggiate davanti al bar ben 46 Honda CBR600 R coi
colori ufficiali di Rossi, ed un bel numero 46 sul cupolino; l'unica moto
che si distingue dalle altre è un vecchio (per modo di dire) Suzuki GSXR 600
del 2002. Il mucchio selvaggio risale in sella, non senza qualche difficoltà
nel ritrovare la propria moto in mezzo a 46 moto uguali, e riparte rombando
alla volta di Tagliacozzo, tutti rigorosamente attaccati come alla partenza
di un gran premio, per cui anche se superi qualcuno la mischia è talmente
folta che devi subito chiudere il gas per non tamponare il successivo; e
così il serpentone inizia la salita lungo i colli di Montebove, strada molto
bella, piena di curve, ma stretta ed anche un pò scivolosa. E infatti, dopo
qualche chilometro, molti dritti per fortuna senza conseguenze (la strada è
poco trafficata, perchè c'è una variante molto più veloce che corre
parallela), uno del gruppo si sdraia. Tutti fermi per tirare fuori la moto
dal fosso, constatare i danni (carenatura, semimanubrio storto, freccia,
leva del freno), discutere sulle cause (asfalto sporco? aghi di pino? ha
tirato troppo la staccata? gomme dure?) ammorbidire le sospensioni
(SuperWheels dice che così la gomma lavora meglio negli asfalti a bassa
aderenza) ed il gruppo riparte ad andatura ridotta per Tagliacozzo. Il
motociclista da giornaletto si offre eroicamente di chiudere il gruppo,
seguendo la moto danneggiata, così almeno ha la scusa per non tirare;
nonostante il gruppo vada ad andatura di passeggio, non mancano svariati
dritti lungo i tornanti in discesa; si arriva a Tagliacozzo, si lascia la
moto danneggiata ad un meccanico, si va tutti in piazza, dove si intravede
un gruppo di MOTOCICLISTI ESPERTI (oggetto delle prossime puntate), si
passeggia ingobbiti nella tuta come banane disquisendo sulla necessità di
montare freni al carbonio per frenare meglio in discesa, poi si torna a casa
facendo la variante veloce, dove in fondo ai rettilinei sono in agguato come
falchi gli autovelox che anche stavolta scattano al nostro protagonista una
foto ricordo della splendida giornata.

Arriva l'estate, ed il motociclista da giornaletto va in vacanza, avendo
finito i soldi, a casa degli zii a Ladispoli. Zainetto in spalla con i pochi
indumenti necessari, vestito come compete alla stagione (canottiera e
calzoncini corti, sandali da frate), sale in sella alla fida cavalcatura ed
imbocca l'Aurelia, tutta dritta tranne 3 curve sulle quali concentra tutta
la sua ars piegatoria. Viene massacrato da: moscerini, zanzare, calabroni,
particolato espulso dai camion non catalizzati, cicche di sigarette accese
gettate dai finestrini delle auto, spruzzi di lavavetri ed anche un
temporale estivo. Arrivato a Ladispoli quasi irriconoscibile, si lava, poi
lava la moto, poi va in spiaggia a rimorchiare con la moto, rimorchia una
alta 1.50 e pesante 70 chili, la porta a fare un giro sulla moto, arriva in
un prato, la tizia per metterlo a suo agio gli fa dei complimenti sui colori
della moto, e lui attacca facendogli tutta la storia di Valentino Rossi da
quando aveva 16 anni in poi, il profilo delle Pirelli Diablo SuperCorsa, chi
era Mick Doohan; quando lei dice che gli piaceva fare su e giù sulle buche,
lui le spiega il funzionamento dell'ammortizzatore Ohlins; quando lei gli
dice che ha un certo calore nelle parti basse, lui le spiega che è dovuto
alla marmitta sotto la sella, e le spiega anche tutti i vantaggi di questa
originale soluzione tecnica; insomma, quando la nana grassa capisce che
questo è un tonto che non si accorge di come gliela sta sbattendo in faccia,
si fa riaccompagnare a casa, ed il cretino si produce in robuste frenate per
sentire le tette di lei sbattergli sulla schiena; finchè, all'ultima
staccata sul lungomare, strada sulla quale è sempre depositato un
impercettibile velo di sabbia, la ruota davanti non si blocca, la moto gli
prende sotto ed il tapino scivola per terra. Incurante delle bestemmie che
gli lancia la nana grassa, guarda la propria coscia sanguinante, e non sa se
piangere più per le ferite o per la carenatura spaccata... Passa il tempo,
siamo ad ottobre, sono ormai 3 mesi che la carenatura è stata riparata e
ridipinta nei colori originali, il motociclista però va in giro senza
carenatura per evitare di romperla, la moto va conservata bene per essere
rivenduta al meglio l'anno prossimo: le anticipazioni del 2004 pubblicate su
Motociclismo parlano già di una kawasaki con le pinze freno radiali, la
forcella rovesciata e 5 valvole per cilindro; occorre mettere i soldi da
parte....

Che fine fa il motociclista da giornaletto?
Le alternative sono 2: o si suicida dopo aver dichiarato bancarotta, oppure
diventato grande si vendica; diventa giornalista, si fa assumere da un
giornale di moto, ed incomincia a scrivere un pò di balle; il culmine lo
raggiunge quando, ebbro dei fumi dell'alcool e delle carezze di Macio
Melandri, mette quattro voti a caso nelle sue pagelle del dopogara; tanto,
qualche motociclista che ci crede si trova sempre
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MessaggioOggetto: Re: il motociclista da giornaletto   Sab Nov 08, 2008 3:15 pm

lo leggerò domani va la...
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MessaggioOggetto: Re: il motociclista da giornaletto   Sab Nov 08, 2008 5:40 pm

hah hah hah bella li eheh a leggere certe cose ti rendi conto quanto purtroppo siano reali e ci sia realmente gente cosi in circolazione pale No lol! lol! lol! zs zs zs zs 4141 4141 4141 4141

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La MOTO è ciò che dà significato alla mia vita... per la MOTO mi sveglio al mattino, per la MOTO respiro, mi muovo, gioisco e piango.... L'ESSERE MOTOCICLISTA è tutto ciò che non riesco a dire a parole, che non riesco ad affrontare... è il mio modo di comunicare e di sentirmi più forte.. è la linfa da cui traggo energia... è il sogno che diviene realtà ed è paura che lo stesso sogno resti solo tale... è ciò che mi ha fatto guarire e ciò per cui ogni tanto soffro.... è tutto... è LIBERTA'... profumo... aria... leggerezza... è la mia vita..

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MessaggioOggetto: Re: il motociclista da giornaletto   Sab Nov 08, 2008 8:37 pm

sono arrivato a metà iko la prossima volta un riassuntino magari ????????

quoto il ck's

leggerò domani 5555 lin
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MessaggioOggetto: Re: il motociclista da giornaletto   

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